Elezioni trasparenti, ma non eterne
Come gestire correttamente i CV e i certificati penali dei candidati pubblicati nella sezione "Elezioni trasparenti"

- Pubblicato il
- Autori
- Aldo Lupi
Si è da poco conclusa la tornata elettorale per diversi enti locali italiani, che devono preoccuparsi di rimuovere dal proprio sito i dati personali (tra cui quelli giudiziari) dei candidati.
L’art. 1 c. 15 della L. 3/2019 prevede l’obbligo di pubblicare, su un’apposita sezione denominata “Elezioni trasparenti” del sito internet degli enti locali per cui sono programmate le elezioni amministrative, il curriculum vitae e il certificato penale dei candidati entro il settimo giorno antecedente la data della consultazione elettorale.
Si tratta di un adempimento che le PA locali devono affrontare con una certa cautela, provvedendo a rimuovere dai CV dati personali ultronei che potrebbero violare la privacy dei candidati (ad esempio i dati di contatto, le fotografie, la scansione della firma).
Ma come ci si deve comportare con i dati pubblicati al termine delle consultazioni elettorali?
E’ evidente che la ratio della norma sia quella di consentire all’elettore di valutare il profilo culturale, professionale e giudiziario degli aspiranti alle cariche istituzionali, pertanto passato il periodo elettorale la persistenza di tali informazioni sul portale costituisce sicuramente un’eccedenza temporale del trattamento dei dati. Un tema delicato, specie per quanto riguarda i dati contenuti nel certificato penale. A parte quegli enti per cui il ballottaggio prolungherà il periodo elettorale, per gli altri è opportuno procedere alla rimozione di tali documenti dal portale istituzionale.
Ma c’è un ulteriore elemento a cui si deve porre attenzione: la sezione “Elezioni trasparenti” specificata dalla norma deve essere resa indicizzabile ai motori di ricerca generalisti, pertanto la mera cancellazione dei documenti non è sufficiente, poiché continueranno a persistere negli archivi dei motori di ricerca (e saranno pertanto rintracciabili attraverso la versione in “copia cache”).
Si consiglia pertanto di provvedere a deindicizzare i documenti pubblicati prima di rimuoverli.
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Chi ha scritto
- Aldo LupiDPO e consulente in progetti ICT ad alta innovazione tecnologica. Si occupa di compliance normativa, cybersecurity, protezione dei dati personali e supporto alle organizzazioni nei percorsi di adeguamento alla NIS2.
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